Montagne di fatturato, siccitá di gentilezza, assenza di team building.

Livigno 01/08/2018⛰🧗🏻‍♂️🚵🏻‍♂️

Qualche debito che incombeva e una pianura padana che mi era diventata insofferente. Mi sono deciso a dare una svolta.

Ho usato una delle mie abilità più richieste e ben pagate dal mercato. Quella del pizzaiolo. Ho spedito una frotta di curriculum e in meno di una settimana ho ottenuto una proposta di lavoro:

  • Livigno
  • Da fine luglio a fine ottobre con possibilità di proroga
  • 10 / 13 ore di lavoro al giorno
  • Una buona paga
  • Vitto e alloggio

Rivoluzionare la propria vita

Come dicevo ad una mia cara allieva di Kardio Kombat, se si vuole, basta un giorno per rivoluzionare la propria vita.

Si, la transizione, essendo rapida, è anche emotivamente molto dura, ma affrontare questi picchi emotivi, fatti di nostalgia, di tristezza, ansia e talvolta paura, è altamente formativo.

Contribuisce a costruire , nel tempo, quella resilienza che è indispensabile per ottenere soddisfazione dalla vita.

Scrivo dal lavaggio “le bolle”. Oggi è l’unico giorno di riposo che avrò ad agosto. Una giornata preziosa per fare il bucato e per tirare le fila di questo tour de force, che mi ha condotto qui, a scrivere guardando la cima di una montagna.

Lavanderia e montagna

L’esigenza di dare una svolta

L’afa del padovano è lontana, così come i miei cari. Eppure in momenti come questo, riesco ad assaporare un senso di profonda soddisfazione.

Sono stato molto bene nella pizzeria dove ho lavorato part-time negli ultimi due anni e mezzo, ma in seguito ad una piccola disgrazia, accaduta alla moglie del titolare, si sono susseguiti dei fatti che mi hanno fatto capire che era venuto il tempo di dare una svolta.

Il primo tentativo di cambiamento non è andato a buon fine. Il mondo della ristorazione è pieno di gente folle, sia dal lato dei gestori e titolari, sia dal lato colleghi.

Ma la ragionevolezza e la chiarezza che ho colto stando al telefono con il titolare di questo locale di Livigno, mi hanno convinto a provarci.

Avrei trovato imperdonabile la rinuncia a priori. Sentivo che me ne sarei pentito. L’occasione era troppo ghiotta per persone che, come me, trovano nel clima montano una salvezza, da quel palustrismo smogghevole del veneto cementificato.

Quel calcestruzzo tende ad armarti al fatturato coi tondini di ferro.

Intendiamoci: essere protesi al risultato economico non è, di per sé, un male.

È il fatto d’ingobbirsi sul fatturato e non riconoscere più nessun altro valore se non quello, che t’impoverisce come essere umano.

Gli ego ipertrofici, gobbi sul fatturato.

Dovremmo evitare di girare come criceti in una ruota che, frustrandoci, ci predispone a cadere nella tentazione dell’esaltazione del proprio Status:

  • “Io non cambio il mio impasto perché … (seguono miliardi di finte ragioni)” invece di riconoscere che “ho bisogno di celebrare il mio ruolo di pizzaiolo”.
  • Io faccio pressione negativa sui miei dipendenti, nel momento della calca, perché … (nubi di razionalizzazioni)” invece di riconoscere che “mi è più comodo celebrare il mio ruolo di capo, piuttosto che acquisire competenze di team building.

Sono modi di pensare e di fare legati ai piccoli, grandi egoismi ed insicurezze, che ognuno di noi si porta appresso, i quali non hanno nessuna reale attinenza con la professionalità e l’efficienza.

Semplicemente danno appagamento immediato al bisogno di definire la nostra posizione rispetto alla società in cui viviamo. Cerchiamo di darci un valore, mettendo noi stessi al primo posto.

Non è un metodo molto lungimirante, perché porta in nuce il seme della frustrazione. È un modus operandi costruito sulla sottile violenza dell’Io, che si vivifica mortificando qualcuno o qualcos’altro.

L’erosione delle gentilezze, la diffidenza, la circospezione e la competizione, ne sono il risultato.

  • Come fanno le informazioni a fluire bene dove devono arrivare, in una cucina che opera in questo clima?
  • Come fa ad esserci la coordinazione necessaria a fare uscire le diverse pietanze nei tempi corretti, se invece di un team ho una serie di individui che tendono a non esporsi?

La gentilezza, è una qualità difficile da coltivare, ma è estremamente utile, in qualsiasi contesto.

Chi ha esperienza di lavori stagionali nelle cucine, sa che conservare la gentilezza e continuare ad esercitarla in buona parte di quegli ambienti, è esercizio molto impegnativo.
 

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