Recupera l’analisi amico mio

Nel buddhismo in generale e nella tradizione che deriva dalle grandi scuole monastiche indiane in particolare, la fede fa affidamento sulle conclusioni che provengono dall’analisi.

Analogamente, la compassione si produce dall’aver analizzato la nostra posizione nel mondo in rapporto agli altri.

Anche la saggezza che realizza l’impermanenza passa per l’analisi, così come la saggezza che realizza l’assenza del sé.

L’atteggiamento analitico è importante sia al principio, sia a metà e persino nelle fasi conclusive del sentiero spirituale; perché la saggezza arrivi alla piena maturazione della buddhità è necessario indagare fin dall’inizio con entusiasmo la natura delle cose e sviluppare in modo crescente tale propensione.

Non basta pensare «l’ha detto il Buddha», o «l’ha detto il mio lama».

Osservate quanti ragionamenti e quante discussioni si trovano nei testi di Nagarjuna, Aryadeva, Chandrakirti, Shantideva, Shantarakshita e Kamalashila.

L’analisi e la riflessione portano al convincimento, il quale produce per parte sua il forte impegno a cambiare atteggiamento e modo di pensare; in seguito, con la familiarizzazione, o meditazione, la mente a poco a poco si trasforma.

L’intelligenza, perciò, è un requisito fondamentale nella pratica del buddhismo. Servendovi dell’intelletto in tutta la sua estensione, potete regolare e trasformare un’ampia gamma di emozioni.

Ragionando, invece di fissare la mente su un argomento, date forma a cognizioni fondate e, grazie alla loro forza, gli atteggiamenti erronei a poco a poco si dissipano.

Per ottenere questo risultato, il semplice sapere non è sufficiente; ciò che serve è l’attuazione a livello delle sensazioni profonde, della meditazione pienamente sviluppata.

Sua Santità il XIV Dalai Lama
Tratto da “Verso l’illuminazione: Come la meditazione insegna la felicità” (Mondadori).

Ricordati dell’analisi.

Evita di dimenticare l’analisi. Soprattutto di questi tempi.

Tempi in cui i tuoi bisogni fondamentali ti sono sconosciuti e sistematicamente frustrati.

Essi condizionano il tuo agire, per il quale trovi giustificazioni accettabili.

Giustificazioni da dare in pasto alla superficiale razionalità tua e delle persone che ti circondano.

Esattamente come quando compri qualcosa.

Tu dici che lo hai fatto per questo e per quel motivo.

Ma tu non hai mai versato un soldo per il prodotto. Hai versato i soldi per:

  • l’idea col quale ti è stato presentato
  • per le sensazioni che ti ha promesso
  • i benefici che, anche ora che hai comprato, sono moooolto di la da venire.

E senza accorgertene, hai rinunciato alla tua analisi. Ora hai comprato.

E, per evitare l’ansia, non ti resta che diventare parte del prodotto e fare il tifo per lui.

Sei tu il suo valore. Senza di te, quel prodotto è solo una promessa di felicità. Una promessa puntualmente disattesa.

Hai pagato per venderti.

Ora:

  • recupera un po’ di coraggio
  • guarda in faccia l’ansia
  • guardala in faccia senza ripulsa e senza attaccamento
  • osserva con occhio piú penetrante le relazioni tra le cose.

Evita di pagare per trasformarti in merce, anche perché in quest’epoca è GRATIS.

Recupera l’analisi amico mio… l’analisi.

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