Recruiting, team building e vanità

Il re è nudo, ma la folla lo segue

Quando l’ovvio diventa tabù, che fare?

Quando l’ovvio diventa tabù, il re è nudo! Ma chi ha il coraggio di smettere di fare finta che sia vestito?

Il re è nudo! Mai sentita questa frase? Indica la perdita di prestigio o la caduta di stile di un’autorità. Il detto deriva da una fiaba di Christian Andersen, I vestiti nuovi dell’imperatore. 

Tale fiaba è citata anche in un libro di Team Building che apprezzo molto, scritto da Jeff Sutherland: Scrum – fare il doppio in metà tempo.

Sintesi della storia

Dei malandrini convincono il re di potergli fabbricare un vestito con una qualità molto speciale: è invisibile agli stupidi e a coloro che sono inadatti al ruolo che ricoprono nella società.

Il re pensa che, indossando questo vestito, potrà quindi scegliere facilmente abili collaboratori e scartare gli inetti. Senza rendersene conto invece, spinge la corte e il popolo a fingere di vedere dei vestiti che non esistono, per paura di essere giudicati stupidi o inadeguati dall’autorità e pagarne le conseguenze.

Tutti finiscono quindi col reggere il gioco dei truffatori per difendere ognuno la propria posizione sociale. Tutti eccetto un bimbo, dal momento che, non avendo ancora un ruolo da perdere, può fregarsene e dire l’ovvio: “Il re è nudo”.

Cosa accade quando l’ovvio diventa tabù?

Quando l’ovvio diventa tabù, come nella fiaba di Andersen, è facile simpatizzare con il bimbo. Egli è libero dai condizionamenti e riconduce tutti alla semplicità e alla sincerità, dicendo che l’imperatore sfila con le palle di fuori. La sua innocente irriverenza svolge un ruolo catartico, quindi interpretandola scarichi la tua frustrazione.

Scarichi la stessa frustrazione che accumuli ogni volta che, nella vita di tutti i giorni, non puoi permetterti di comportarti come un bambino, perché devi difendere la tua posizione sociale, per mangiare.

Supponi di voler usare la fiaba per crescere e migliorarti. Per riuscirci ti sarebbe utile:

  • andare oltre e immedesimarti nell’imperatore, nella corte e nel popolo;
  • considerare i condizionamenti che ti legano agli altri, come leader e come gregario.

Un compito di certo più complesso.

Un compito di certo più complesso.

Ad esempio, in questa fiaba, come gregario, puoi riconoscere che stai sacrificando la tua intelligenza per la reverenza all’autorità e per la pagnotta quotidiana. Parimenti, come re, puoi facilmente riconoscere che la tua vanità incentiva la reverenza dei tuoi gregari a discapito della loro intelligenza.

Il giorno dopo può accadere che tali pensieri cambino il tuo modo di reagire a ciò che vivi in ufficio. Quindi come leader, se riesci a trovare il modo di contenere la tua vanità è più facile che la tua azienda possa usufruire di maggiore intelligenza. Come gregario invece, se riesci ad esercitare la tua intelligenza apertamente, puoi offrire più valore all’azienda per la quale lavori… o essere licenziato, dipende da quanto vanitosi sono i tuoi leaders.

Per osare ancora di più, puoi prendere in considerazione il punto di vista dei malandrini, che consapevoli delle leve psicologiche altrui, le azionano per incamerare risorse. A questo livello puoi quasi bearti di un delirio di onnipotenza, andando a forgiare tutta la società attraverso la generazione artificiale di bisogni.

Puoi creare i bisogni degli altri ed ancorarli ai prodotti che vuoi vendergli. Puoi far percepire ogni prodotto come un oggetto magico. Sei diventato un incantatore.

Domande utili a distinguere gli incantesimi.

Stando alla fiaba, il fatto che, come l’imperatore, senti il bisogno di comprare un oggetto magico per individuare stupidi e incapaci, cosa ti suggerisce circa la tua condizione e quella del tuo regno?

In un piano cartesiano, dove l’ascissa è la stupidità e l’ordinata è l’inadeguatezza al ruolo, dove ti collochi? Dove collochi il tuo regno?

Qual è la premessa implicita che motiva il tuo possibile acquisto? Essa non è già di per sé una trappola psicologica? Non dovresti meditare di uscirne, cambiare piani cartesiani, coltivare maggiore ecologia mentale e allargare i tuoi orizzonti?

Premesse implicite, cornici, frames, ricordati di loro!

Cosa produce più danni nella tua società o nel tuo team? La furbizia dei malandrini, la vanità dei leaders o la reverenza delle persone ben inserite?

Cosa produce maggiore beneficio invece? La ricerca di colpevoli e capri espiatori sui quali scaricare periodicamente le tue responsabilità, per poter poi continuare come hai sempre fatto, o la maturazione di consapevolezze su te stesso e sulle dinamiche di gruppo, per correre di spontanea iniziativa verso cambiamenti migliorativi?

Lascio a te la risposta.

C’è la morale?

Ce ne sono molte, ma provo ad azzardarne una:

Se devi per forza relazionarti con chi ti vuol convincere del suo abito magico, prova a fargli qualche domanda sulla sua nudità. Alla peggio, puoi sempre estrarre dal cilindro il telaio incantato, realizzando li per li che:

anche da malandrino hai le tue buone ragioni

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